Auguri e qualche riflessione

Eccoci qui, il primo post del 2011!

Come potrei cominciare se non con gli auguri per il nuovo anno appena cominciato? Sono più che altro auguri a me, visto che per ora sono l’unico a visitare il mio blog…ma comunque, andiamo avanti lo stesso!

Ecco le riflessioni.
Negli ultimi mesi del 2010 si è sollevata, grazie (a mio avviso) ad accurate scelte mediatiche, volte proprio a far discutere, la polemica sull’eutanasia; sono stati presentati i due schieramenti, orrendamente descritti come "pro-vita" e , per deduzione logica, "pro-morte" (nemmeno si trattasse di un gruppo di pazzi che aiuta la gente a saltare dai ponti). E allora via con liste e racconti strappalacrime, con conseguenti proteste e richieste di contraddittorio; testimonial famosi e protagonisti di situazioni difficili a perorare l’una o l’altra causa.
Ma tutto ciò, a chi giova? Soltanto all’audience televisiva. Tutta questa tiritera non avvantaggia nessuno dei due schieramenti, anche perché quella degli schieramenti è un’emerita cretinata e non ha alcun senso prestarsi a questa battaglia di indici d’ascolto.

La polemica, infatti, non può portare ad indicare quale sia la posizione giusta, perché non esiste una posizione giusta; ciascuno ha una propria etica, sia essa dettata dalla religione o da altri fattori e solo ad essa deve rimettere le decisioni sulla propria esistenza (e sulla fine di essa): nessuno ha il diritto di dire se questa etica sia corretta o meno.

Piuttosto che farsi la guerra in TV, sarebbe mille volte più utile unirsi per chiedere che lo Stato garantisca a ciascun cittadino, qualunque sia la sua etica, di decidere liberamente se proseguire la propria esistenza grazie alle conoscenze della medicina o se lasciare che la vita segua il proprio corso fino in fondo.
Ciò che è veramente importante è assicurarsi che l’eventuale legislazione in proposito rispetti tutti quanti e non imponga scelte non volute ad alcuno.

Per finire, mi domando: che senso può avere perdere un dito, una mano o un occhio, solo per sentire un botto? E come si può dormire tranquilli, sapendo che qualche ingenuo ragazzino possa subire danni fisici permanenti perché si è lasciato in giro qualche petardo inesploso?
A sentire i numeri delle vittime dei botti, c’è ben poco da festeggiare…

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