Referendum

Era da qualche giorno che volevo scrivere qualcosa riguardo al referendum del 12 e 13 giugno; mi sarebbe piaciuto farlo prima dell’apertura dei seggi, ma poi ho preferito evitare, per non incorrere nell’accusa di voler influenzare il voto di quelli (pochi) che avrebbero letto le mie parole. Anche questo è un aspetto interessante del referendum, che non mancherò di affrontare più avanti.
Comunque sia, a questo punto (a giochi fatti), posso tranquillamente fare le mie valutazioni e spiegare il mio punto di vista, anche se a qualcuno (anzi, a molti) queste non andranno giù tanto lisce: e allora cominciamo!

Iniziamo, ovviamente, con la propaganda che ha preceduto la data del referendum; l’ultimo referendum per cui ricordo una così massiccia campagna di “informazione” è stato quello per l’abrogazione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, del giugno 2003: all’epoca non ero ancora maggiorenne, ma ricordo chiaramente la grande attenzione che questa consultazione aveva attirato, i dibattiti a scuola, in tv e sui media in generale.
Anche quest’anno abbiamo visto una campagna impressionante: volantini, manifesti, cortei, gruppi sui vari social network, tv… Questa campagna è venuta praticamente solo da chi era favorevole al Sì, con appelli appassionati alla democrazia, alla necessità di votare per difenderla e per difendere “l’acqua pubblica”.
E proprio sul concetto di “acqua lubblica” arriva la mia prima obiezione: parlando della mia regione (l’Umbria), ho cercato su internet informazioni sulla “Umbra Acque”, l’ente che gestisce il servizio idrico ed ho scoperto questa pagina, nella quale si può leggere quanto segue: Il capitale sociale di Umbra Acque S.p.A.  attualmente è di 15.549.889,00 Euro, distribuito per il 60% tra soggetti pubblici ( con il Comune di Perugia titolare della quota di  maggioranza: 33,33%) e per il 40% tra soggetti privati (ACEA S.p.A.).” . Per la Toscana, i dati dell’ente “Nuove Acque” variano pochissimo (“Il capitale azionario di Nuove Acque è diviso tra soci pubblici (53,84%) e il socio privato Intesa Aretina (46,16%)”.).

 

Dunque le cose sono due: o ragioniamo secondo l’assioma “capitale privato=acqua di proprietà dei privati” e dunque l’acqua, in queste regioni, è pubblica solo al 60% (dunque per difendere veramente l’acqua pubblica dovremmo chiedere la modifica delle norme che consentono le società miste pubblico-privato), oppure capiamo che l’acqua in sé è al 100% pubblica e ad essere privata (al 40%) è solo la gestione della rete idrica.
Non so voi, ma a me pare ovvio che la seconda ipotesi sia quella corretta; evidentemente il 95% dei votanti era convinto che la nuova legge avrebbe consegnato la proprietà dell’acqua ai privati. Altrettanto evidentemente, questo pensiero è stato indotto dalla campagna martellante che è stata portata avanti: errore casuale o voluto? Io propendo per la seconda…
Sempre in Umbria (rimanendo in tema di dati), secondo la Confagricoltura, il 48% dell’acqua potabile va perso a causa di una rete idrica che ricorda molto uno scolapasta; e nel resto della penisola non va meglio, dato che la media nazionale è del 47% di acqua potabile sprecata.
Ora io mi domando: se tutti quelli che nelle scorse settimane hanno ripetuto fino alla nausea che l’acqua è un bene primario, che è di tutti, che non si può privatizzarla, ecc., fossero davvero convinti di ciò che hanno detto, non dovrebbero preoccuparsi seriamente leggendo questi dati? Non dovrebbero diffondere la notizia, chiedere ai Comuni e alle aziende che gestiscono la rete idrica di fare qualcosa per rimediare a questo ignobile spreco di quell’acqua che è di tutti noi e che è un bene tanto prezioso?
Dovrebbero, mi rispondo… E invece non lo fanno; infatti, chissà perché, mentre tutti si affrettavano a condividere e diffondere gruppi e messaggi contro l’abominevole “privatizzazione dell’acqua”, nessuno si è preoccupato di leggere e diffondere l’articolo che io, a più riprese, avevo condiviso.
Questo, secondo me, la dice lunga sul modo di ragionare di queste persone…

Un’altra cosa che mi ha colpito, in senso negativo, è stata l’arroganza con cui questa campagna “d’informazione” (le virgolette sono d’obbligo) è stata portata avanti da certe persone, specialmente sui social network (facebook in primis); in barba al democratico rispetto per le opinioni altrui, la gran parte dei messaggi, dei gruppi, delle immagini “pubblicitarie” era caratterizzata dalla profonda e totale convinzione che l’unica opinione giusta, democratica e rispettabile fosse quella del fronte del Sì: il fatto è che l’obiettivo di questa propaganda “facebookiana” (e non solo di quella) non era affatto informare la gente sui quesiti referendari, portando magari dei dati concreti a sostegno delle proprie tesi, ma di convincere le persone a votare Sì, senza stare troppo a preoccuparsi di spiegare seriamente il perché, ma senza neppure pensare ad argomentare un minimo le proprie tesi, magari con pensieri usciti dalla propria testa; semplicemente sia copiano ed incollano messaggi scritti da qualcun altro, dimostrando così che le stime degli scienziati sul reale utilizzo che l’uomo fa del proprio cervello sono decisamente ottimistiche.
A dimostrazione di ciò, voglio condividere con voi questo video in cui vengono intervistati alcuni cittadini all’uscita dai seggi

Un altro aspetto del referendum riguarda proprio una delle risposte degli intervistati, ovvero il voler fare dispetto a “voi sapete chi”; anche questa è stata una costante della campagna pubblicitaria pro-Sì, l’idea che la vittoria del Sì potesse fare dispetto al Governo (in particolare a Berlusconi, l’odiato nemico).
E così molti hanno deciso di vendere il proprio diritto al voto all’idea di poter danneggiare il Caimano (peraltro non mi pare che il danno sia stato poi così ingente, dato che la maggiornaza ha dimostrato di esserci ancora…ma questa è una mia sciocca opinione).
Per carità, ognuno è libero di decidere del proprio voto come meglio crede, anche astenendosi (come sancisce la nostra Costituzione e come molti pro-Sì si sono apparentemente dimenticati), ma mi si permetta di essere un po’ deluso al pensiero che dopo 13 anni senza che si sia mai raggiunto il quorum in un qualsiasi referendum, improvvisamente lo si raggiunga per far dispetto ad un politico; mi sembra che tutto questo svilisca l’idea stessa del referendum che, come in molti si sono ricordati solo in questa occasione, è lo strumento che ha permesso ai cittadini italiani di scegliere tra Monarchia e Repubblica; lo so, sono un idealista…che ci posso fare?

Altro comportamento che mi ha molto infastidito è stato quello di chi quest’anno ha fatto la morale a tutti sulla necessità di andare a votare, salvo essersi astenuto dagli ultimi 2 referendum, in particolare quello del 2005 sulla procreazione medicalmente assistita, sostenendo che non fossero questioni che lo riguardassero: questa sì che si chiama coerenza, non c’è che dire! Al solito, tutti sono liberissimi di essere incoerenti, ma almeno non venissero a farmi la morale, dato che io a votare ci sono sempre andato…
L’ultima considerazione con cui vi annoierò riguarda la tendenza agli atteggiamenti paranoici dimostrati da molti pro-Sì, riferendomi in particolare all’ultimo (in ordine di tempo), ovvero al presunto tentativo di sabotaggio da parte del Ministro dell’Interno che, lunedì mattina, ha dichiarato che secondo le proiezioni il quorum si sarebbe raggiunto: subito tutti hanno gridato al tentato sabotaggio, sostenendo che fosse una tattica per indurre chi non aveva ancora votato a credere che il suo voto non fosse più necessario, e così evitare che si raggiungesse il quorum. Ora, come si può pensare seriamente ad una cosa del genere? A me pare, appunto, paranoico…
Ma si sa, io sono strano!

Arrivederci al prossimo delirio…

=-=-=-=-=
Powered by Blogilo

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...