…et libera nos a malo.

Sconosciuto 1945Visto che oggi tutti festeggiano il 25 aprile, alcuni senza neppure sapere cosa si festeggi, voglio fare anche io la mia parte, parlando di un interessante libro di Pansa , “Sconosciuto 1945”; interessante, perché contiene testimonianze molto forti sui crimini compiuti con la giustificazione della lotta al fascismo: sono testimonianze che lasciano veramente senza parole. Personalmente, in molti casi ho provato la stessa sensazione di disgusto che mi ha colto guardando il film “Gomorra”; mi disgusta il fatto che ci sia gente capace di uccidere con tanta facilità, per motivi stupidi. La differenza è solo una: della mafia si parla, se ne denunciano i crimini in tv, canzoni, film, libri (come anche delle vergogne del nazi-fascismo). Dei delitti di cui parla Pansa, invece, è difficile parlare, come dimostrano le contestazioni che hanno interessato l’autore alle varie presentazioni dei suoi libri; “Triangolo rosso, nessun rimorso”, tanto per fare un esempio. E ancora più difficile, per i parenti delle vittime, è, ed è stato, ottenere giustizia (con la legge, non con il sangue); oltre agli ostacoli posti dai partiti (per non dire “il partito”) cui appartenevano  gli assassini, c’è anche la cara vecchia omertà italiana.
Insomma, come si sa, la storia la scrivono i vincitori. E gli altri devono stare zitti e dimenticare. Perché gli omicidi servivano, secondo l’opinione corrente, a liberare il paese dall’oppressione e riportare la democrazia. Dunque bisognava uccidere ragazzini di 14 anni perché indossavano una camicia nera, donne (come Rosina, colpevole di essersi innamorata di un soldato tedesco), persone indifese ed estranee alle atrocità della guerra: la cosa mi fa inorridire…specie se penso che molti di quelli che festeggiano sostengono che “la democrazia non si possa imporre con le armi”; ma siamo in Italia, dove la legge fondamentale è quella dei due pesi e delle due misure, quindi certe convinzioni vanno e vengono a seconda delle necessità.

Sorvoliamo poi sul fatto che lo scopo di molti partigiani (quelli “rossi”), era di preparare il terreno per la rivoluzione comunista, sostituendo la dittatura fascista con una comunista: e per ottenere questo, non ci si fermava neppure davanti all’omicidio.
Insomma, un libro che consiglio a tutti; dopo sessant’anni dovremmo mettere da parte le mitologie ed analizzare i fatti lucidamente.

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