Apocalypse NOT now

Secondo alcuni oggi si sarebbe corso il rischio di un'”Apocalisse del web” (Yahoo Italia e Repubblica), un “Blackout totale” paragonabile al temutissimo (e mai avveratosi) Millenium Bug.

Qualcuno, leggendo queste notizie, ha frainteso totalmente la situazione, dando libero sfogo alla propria fantasia (“se vi collegate ad internet prenderete un virus terribile!”), magari aggiungendo una sana vena complottistica (” l’FBI vuole mettere sotto controllo i vostri computer per sapere quello che fate”), che tanto non guasta mai. Per curiosità, leggete i commenti alla notizia di Yahoo: riderete per non piangere! Anche su Facebook (come al solito) giravano fanta-notizie su questo virus che avrebbe infettato ogni computer connesso oggi alla rete.
A quanto pare, con buona pace dei catastrofisti della rete, l’apocalisse non c’è stata e tutti voi state utilizzando serenamente internet (altrimenti non potreste leggere queste righe), senza peraltro aver contratto alcun virus micidiale. Evidentemente, allora, le cose non stanno come qualcuno avrebbe voluto farci credere…
Il virus di cui tanto si parla si chiama DNSchanger ed è in circolazione da almeno 5 anni, quindi se avesse dovuto infettare il vostro computer lo avrebbe già fatto da un pezzo; questo virus modifica le impostazioni del server DNS, che è una sorta di “elenco telefonico” del web, reindirizzandole su server appartenenti ad una cricca di malintenzionati: sta di fatto, però, che questa cricca è stata debellata l’anno scorso dall’FBI, che ha provveduto a reindirizzare il traffico proveniente dai computer infetti su dei server temporanei sicuri, permettendo così agli utenti inconsapevolmente infettati di continuare ad accedere ad internet.
Oggi, molto semplicemente, questi server temporanei verranno chiusi, perciò i 26.000 computer ancora infetti non riusciranno a connettersi ad internet, se non dopo aver sistemato le impostazioni DNS, operazione, questa, che richiede pochissimo tempo. Visto e considerato che il virus è abbastanza datato e che ormai è riconosciuto da qualsiasi antivirus esistente, direi che per avere un computer ancora infetto bisogna essere messi davvero male (informaticamente parlando); il numero di computer infetti, peraltro, è talmente basso da rendere la definizione “apocalisse del web” a dir poco iperbolica.
C’è una cosa che mi lascia con l’amaro in bocca ed è l’ignoranza di certi giornalisti, che prendono la peggiore spazzatura che circola nel web, la ripuliscono un po’ con il correttore ortografico e, guardandosi bene dal verificarne la veridicità, la pubblicano sul sito del proprio giornale, salvo poi fare le pulci agli altri ed autoproclamarsi difensori della dignità della categoria; è vero, anche gli utenti sono ignoranti, ma in un certo senso sono più giustificabili (certo, se per una volta usassero Google non per cercare siti porno, ma per informarsi sulla fondatezza di quello che leggono, non farebbero un soldo di danno), in quanto la loro ignoranza è dovuta anche al fatto che non hanno ricevuto una vera istruzione informatica: la scuola crede ancora che “corso di informatica” voglia dire imparare ad usare il menu start di Windows, la suite Office di Microsoft e Internet Explorer (in molte scuole credo siano ancora a IE6, ma spero di sbagliarmi); quella che insegnano nella maggior parte delle scuole non è informatica, ma un corso sull’utilizzo dei prodotti Microsoft, come se il mondo dell’informatica si riducesse a quello! per fortuna non è così.
Insomma, prima di gridare alla catastrofe, facciamo una rapida ricerca sulle fonti delle notizie e vediamo quanto esse siano attendibili.
Se non doveste credere a ciò che ho scritto io (giustamente, è quello che vi ho appena detto di fare), sul blog di Paolo Attivissimo potete leggere la lettera inviata dal Professor Stefano Zanero, docente di computer security ed informatica forense al Politecnico di Milano, a Repubblica.it.
Ah, quasi dimenticavo: forse è superfluo ricordarlo, ma i sistemi GNU/Linux sono immuni dal virus. Chi l’avrebbe mai detto?😉

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