Questo Referendum s’ha da fare?

“…una notizia un po’ originale
non ha bisogno di alcun giornale,
come una freccia dall’arco scocca
vola veloce di bocca in bocca…”

Così cantava De Andrè, ed aveva ragione da vendere! In queste settimane abbiamo visto una costante inondazione di messaggi, post, articoli, immagini su Facebook e quant’altro a proposito di un referendum, proposto dall’Unione Popolare, per l’abrogazione parziale della legge sui rimborsi spese riconosciuti ai Parlamentari: in sostanza si tratterebbe di abrogare la parte di legge riguardante la cosiddetta “diaria per le spese di soggiorno a Roma” (ovvero il rimborso spese perquei Parlamentari che non abitano nella Capitale e che devono provvedere autonomamente a pagarsi vitto e alloggio), che attualmente viene riconosciuta senza bisogno di dimostrare le spese sostenute, quindi anche a coloro che sono residenti a Roma e che quindi non sostengono spese extra per mantenersi.
Una proposta, quindi, decisamente sensata, che permetterebbe di risparmiare 48.000 € l’anno per ogni parlamentare: di certo non la soluzione per appianare il debito pubblico, ma comunque una bella sommetta, non c’è che dire!
Stavo giusto per recarmi in Comune a firmare, quando ho deciso di dare un’occhiata alla pagina Facebook del comitato promotore: e lì sono sorti i miei dubbi (forse fondati, giudicherete voi). Infatti, tra i tanti commenti di gente che diceva di essere stata a firmare, ne ho letti anche alcuni che mettevano in dubbio la fattibilità del referendum, facendo riferimento alla legge che regola questo istituto, la  legge n.352 del 1970; leggendola, i dubbi sollevati da quei commentatori hanno preso forma più consistente.
Andiamo con ordine; il primo problema riguarda i tempi per la presentazione della richiesta di referendum.
L’articolo 31, infatti, recita:

Non può essere depositata richiesta di referendum nell’anno anteriore alla scadenza di una delle due Camere e nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l’elezione di una delle Camere medesime.

Quindi la richiesta di referendum non può essere presentata quest’anno, dato che l’anno prossimo scadrà il mandato dell’attuale Governo, con conseguente scioglimento delle Camere.
Perché, dunque, raccogliere le firme entro fine luglio se non è possibile richiedere il referendum?
A questa prima domanda l’organizzazione risponde dicendo che le firme raccolte verranno presentate a gennaio 2013, ai sensi dell’articolo 32, che stabilisce:

Salvo il disposto dell’articolo precedente, le richieste di referendum devono essere depositate in ciascun anno dal 1° gennaio al 30 settembre

Questo sembrerebbe risolvere il problema, se non fosse per gli articoli 7 (ultimi due comma) e 28: vediamoli.

7. […]Per la raccolta delle firme devono essere usati fogli di dimensioni uguali a quelli della carta bollata ciascuno dei quali deve contenere all’inizio di ogni facciata, a stampa o con stampigliatura, la dichiarazione della richiesta del referendum, con le indicazioni prescritte dal citato articolo 4.

[…]  i fogli previsti dal comma precedente devono essere presentati a cura dei promotori, o di qualsiasi elettore, alle segreterie comunali o alle cancellerie degli uffici giudiziari. Il funzionario preposto agli uffici suddetti appone ai fogli il bollo dell’ufficio, la data e la propria firma e li restituisce ai presentatori entro due giorni dalla presentazione.


28.Salvo il disposto dell’articolo 31, il deposito presso la cancelleria della Corte di cassazione di tutti i fogli contenenti le firme e dei certificati elettorali dei sottoscrittori deve essere effettuato entro tre mesi dalla data del timbro apposto sui fogli medesimi a norma dell’articolo 7, ultimo comma. […]

 

I fogli utilizzati per raccogliere le firme, dunque, hanno un timbro ed una data, apposti dal funzionario prima che vengano raccolte le firme: la presentazione alla Corte di Cassazione deve essere effettuata entro tre mesi da questa data, il che vorrebbe dire che andrebbero comunque presentati quest’anno, cosa resa impossibile dal già citato articolo 31, e che non è altresì possibile presentare le firme a gennaio 2013, perché si sforerebbe di molto il limite dei tre mesi.

In teoria, quindi, le firme si sarebbero dovute raccogliere a gennaio, su fogli con tale data, potendole così presentare entro i termini, prima dello scioglimento delle Camere.

Perché non è stato fatto? Perché raccogliere adesso le firme, sapendo (perché voglio sperare che gli organizzatori conoscano le norme che regolano il referendum) che non sarà possibile utilizzarle?

A queste domande, poste da molti utenti su Facebook e tramite altri contatti, per ora, non si è avuta risposta; io di certo una risposta non ce l’ho, ma posso formulare un’ipotesi (poco rosea a dire il vero): io temo che, in questo periodo di crisi profonda dei partiti, gli stessi debbano trovare un modo per tornare alla ribalta e uno di questi modi è, senza dubbio, cavalcare la cosiddetta “ondata dell’antipolitica”, sfruttare cioè il malcontento dei cittadini dicendo loro: “Ehi, noi siamo dalla vostra parte e faremo qualcosa di concreto per cambiare le cose!”.

Così i cittadini, presi dall’ira anti-casta e fomentati dalla mancata diffusione della notizia tramite i media tradizionali, si precipitano a firmare e diffondono l’appello e, di conseguenza, il nome di chi ha proposto la raccolta firme (che guadagnerà popolarità), senza controllare ciò che stabiliscono le leggi del nostro Stato (bastano un cervello, due mani ed un qualsiasi motore di ricerca).

Non ditemi che penso male; purtroppo è una tattica utilizzata da anni da tutte le parti politiche, esattamente come le promesse fatte in campagna elettorale e poi puntualmente disattese per colpa delle più disparate (ed improbabili) situazioni: ormai dovremmo sapere bene come ragionano i nostri politici, dato che sono gli stessi da decenni, invece riusciamo sempre a farci gabbare.

Questa, ripeto, è solo una mia ipotesi, non una certezza; l’unica certezza che ho e che già ho espresso nel post precedente, è difficilmente qualcuno si prende la briga di controllare le notizie che diffonde.

Se continueremo a ragionare con la pancia, invece che con il cervello, non dobbiamo stupirci se i nostri politici continueranno a gozzovigliare sulle nostre spalle.





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4 pensieri riguardo “Questo Referendum s’ha da fare?

  1. Questo blog e` scritto da una persona sensata che va a fondo alle cose, evviva! – Si, perche` di certo non e` immediato pensare alla malafede di certe proposte e con certi argomenti e` facile raccogliere consensi.

  2. Complimenti Figlio ….analisi approfondita ed intelligente !!!
    Ma da chi avrai ripreso ??? la conosco già la risposta : dalla mamma !!!!

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