Libera il macaco che è in te!

No, non si tratta di un improbabile nuovo slogan pubblicitario: è un consiglio spassionato che mi sento di dare a certe persone.

Macaco offeso per essere stato nascosto tanto a lungo dentro De Icaza

Ma andiamo con ordine. Innanzitutto devo chiarire che con il termine “macaco” mi riferisco agli utenti Mac: è un semplice gioco di parole,  come ce ne sono tanti nel mondo del Software Libero, e non ha alcuna accezione negativa né canzonatoria (questo tanto per evitare che qualcuno si senta offeso). Come ben sappiamo, non tutti gli utenti stimano i prodotti Apple (ed io sono tra costoro); per alcuni di essi questa disistima nasce da valutazioni oggettive, di carattere tecnico e/o filosofico, mentre per altri potremmo riferirci senza dubbio alla favola della volpe e dell’uva: dato che non possono avere un bel Mac scintillante, si divertono a denigrare tale piattaforma, negando di fronte agli altri (e di fronte a se stessi) di desiderarne ardentemente il possesso. Ecco, è proprio a costoro che si rivolge il mio consiglio: smettete di fingervi denigratori della splendente mela morsicata, abbracciate la filosofia Apple e gridate al mondo il vostro amore sconsiderato per “il sistema più evoluto al mondo”; insomma, liberate il macaco che è in voi, non tenetelo chiuso nell’armadio! Sono sicuro che vivreste meglio, molto meglio. Uno che ha recentemente “liberato il macaco” è il signor Miguel De Icaza; a molti questo nome potrebbe non dire niente, ma chi bazzica i quartieri del Software Libero, ed in particolare quelli dei vari Desktop Environment, saprà benissimo che Miguel è stato uno dei due fondatori di GNOME, il DE nato come alternativa totalmente libera all’allora semi-proprietario KDE (il framework Qt, su cui KDE è basato, al tempo era sotto licenza proprietaria) e che molti utenti recenti di GNU/Linux (come il sottoscritto) ricorderanno come ambiente predefinito di Ubuntu (bei tempi quelli…). Stiamo parlando, insomma, di uno dei progetti più importanti nel panorama del Software Libero, che nel corso degli anni ha segnato molti successi ed è progredito molto velocemente, fino a raggiungere l’apice (a mio avviso) con la versione 2.x.  Pur parlando come utente KDE, mi auguro che anche la nuova versione di questo DE (la 3.x, conosciuta anche come Gnome Shell) possa presto arrivare allo stesso livello di usabilità e curatezza. Come dicevo, Miguel ha deciso di fare il grande passo e di rivelare al mondo il suo essere macaco e lo ha fatto attraverso un post sul suo blog, nel quale elenca le motivazioni per cui nell’ultimo anno si è reso conto di preferire MacOS X a GNU/Linux. Ora, da una persona chiaramente esperta e preparata come De Icaza uno si aspetterebbe delle motivazioni solidissime, che potrebbero far riflettere tutta la comunità sui limiti del nostro sistema operativo preferito: io me le aspettavo, davvero. Poi ho letto il post ed ho pensato che si trattasse di un pesce d’aprile. La motivazione principale che ha spinto il Nostro a preferire il Mac è, in buona sostanza, il fatto che il suo portatile Mac funzioni senza problemi: sospensione e ripristino funzionano senza problemi, così come il WiFi e l’audio. A parte il fatto che nessuno ha mai negato che i Mac funzionassero, personalmente non vedo cosa ci sia di così sorprendente. Facciamo una piccola analogia; immaginate di dover riempire di vestiti un armadio, di dovervi rifare il guardaroba. Indubbiamente scegliereste vestiti adatti al vostro genere (uomo o donna), alla vostra età, della taglia giusta per voi, dei colori che più vi piacciono e adatti alle vostre esigenze “stilistiche”. Insomma, un lavoretto semplice. Ma immaginate di dover riempire lo stesso armadio per una persona che non conoscete; potrebbe essere un bambino di 8 anni, una donna di 45 o un uomo ultraottantenne, potrebbe portare una XS o una XXL, potrebbe preferire il viola piuttosto che il verde, o essere allergica ad un certo tipo di tessuto. Le possibilità sono innumerevoli e, nonostante i vostri sforzi, rischiereste di non trovare i vestiti adatti al proprietario dell’armadio. Se il proprietario dell’armadio venisse a lamentarsi, cosa gli rispondereste? Certo, sareste dispiaciuti di non essere riusciti ad accontentarlo, ma d’altronde cosa si potrebbe rinfacciarvi? Ecco, diciamo che riguardo i sistemi operativi la situazione è simile: un conto è dover “costruire” un sistema operativo che sia compatibile con 3-4 computer con configurazioni hardware simili (è il caso di Apple), un altro è dover realizzare un SO che vada bene per innumerevoli tipi diversi di computer, con combinazioni di hardware diversissime (è il caso delle distribuzioni GNU/Linux, ma anche di Windows). Non è certo una passeggiata, ne converrete! Quindi cosa c’è da stupirsi? Funziona bene? Ci mancherebbe altro!! De Icaza chiama anche in causa l’eccessiva frammentazione della piattaforma Linux, ma è un’accusa che aveva già mosso tempo fa e alla quale qualcuno (non ricordo da chi, quindi non mi azzardo a fare nomi; sicuramente era uno molto più esperto del sottoscritto.) aveva risposto dicendo, all’incirca: “Bravo genio, tu stesso sei uno di quelli che hanno provocato tale frammentazione!”, quindi c’è ben poco da aggiungere. Qualcuno insinua che questa sparata di De Icaza abbia fini “politici” e servirebbe a farlo assumere da Apple, ma questo potremo verificarlo solo più avanti Quello che personalmente mi ha più deluso è il constatare che il motivo principale per utilizzare Software Libero (espresso e sottolineato più e più volte da Stallman stesso) non venga compreso neppure da alcuni dei maggiori esponenti di questo mondo, come appunto Miguel De Icaza; il Software Libero non si utilizza solo perché è gratis, perché funziona meglio o perché è bello da vedere; certo, queste sono motivazioni valide (qualcuna di più, qualcuna di meno), ma la ragione principale è che il Software Libero ci assicura la libertà! Possiamo verificare cosa fa e come lo fa, copiarlo e ridistribuirlo agli altri, migliorarlo e condividere queste migliorie con il resto del mondo. Chiudo con una citazione di Stallman, secondo me una delle più significative, tratta da “Il progetto GNU“; riferendosi alla possibilità di scrivere software proprietario, dice:

“In questo modo avrei potuto guadagnare, e forse mi sarei divertito a programmare. Ma sapevo che al termine della mia carriera mi sarei voltato a guardare indietro, avrei visto anni spesi a costruire muri per dividere le persone, e avrei compreso di aver contribuito a rendere il mondo peggiore.”

 

2 pensieri riguardo “Libera il macaco che è in te!

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