Trisquel e Parabola: due distribuzioni veramente libere!

Tutti noi parliamo dei sistemi GNU/Linux definendoli “liberi”, nel senso di “composti da Software Libero”. In realtà questa definizione si addice perfettamente soltanto ad alcune distribuzioni particolari, che non contengono software proprietario nei propri repository né ne incoraggiano in alcun modo l’utilizzo.

La lista delle distribuzioni “Libere” è, ovviamente, mantenuta dalla Free Software Foundation; la cosa che salta subito all’occhio è la mancanza di moltissime distribuzioni “famose” come Debian e Fedora, che comunque si impegnano a fornire sistemi composti solo da Software Libero.

Questa assenza è provocata da due motivi principali.

Il primo è il kernel Linux; il cuore delle nostre amate distribuzioni è composto per la maggior parte da codice libero, ma comprende anche delle componenti, soprattutto firmware, rilasciate con licenze non libere: una distribuzione interamente libera, dunque, deve fornire una versione modificata del kernel (mantenuta dal progetto ‘Linux-Libre‘), dalla quale siano state rimosse tutte le parti di codice non libero. Come potete facilmente intuire, questo ha ripercussioni sul riconoscimento dell’hardware: tutte le periferiche che vengono riconosciute e gestite dal kernel Linux grazie a firmware proprietari non verranno riconosciute da Linux-Libre.
Così come il kernel, anche altri pacchetti contengono porzioni di software non libero: un esempio è il driver libero per le schede ATI (xf86-video-ati), che utilizza un microcode proprietario per far funzionare l’accelerazione grafica 2D o 3D (fonte). I pacchetti presenti nei repository delle distribuzioni libere sono stati compilati eliminando qualsiasi componente non libera.

Il secondo motivo è di ordine, se vogliamo, “organizzativo”; nelle normali distribuzioni è possibile installare software proprietario abbastanza facilmente. Alcune (come Ubuntu, Mint e Chakra, solo per dirne alcune) includono software proprietario nei propri repository, altre (come Debian e Fedora) hanno repository separati per questo tipo di software, ma (secondo i parametri della FSF) separare i repository non è abbastanza: essi non dovrebbero proprio esistere.

Una spiegazione più dettagliata della questione è reperibile sul sito della FSF.

Ho provato, per la curiosità di vedere se il mio computer è “Free-Software-Friendly”, due tra le distribuzioni approvate dalla FSF: Trisquel e Parabola, due distribuzioni molto differenti ma entrambe interessanti.

Trisquel

Trisquel è la distribuzione supportata direttamente dalla Free Software Foundation; si tratta di una distribuzione basata su Ubuntu.

Trisquel 6.0

L’ultima versione disponibile, la 6.0 “Toutatis”, è basata su Ubuntu “Precise Pangolin” ed è una LTS, il che vuol dire che sarà supportata ufficialmente fino al 2017. Ottima scelta, quindi, per chi vuole un sistema stabile e sicuro, pur sacrificando qualcosa per quanto riguarda l’aggiornamento delle applicazioni.

Trisquel presenta, ovviamente, il kernel Linux-Libre, nello specifico la versione 3.2; il desktop environment scelto è Gnome 3.4 ma con una particolarità che salta subito all’occhio vedendo gli screenshot: manca la famosa interfaccia Gnome-shell, sostituita dalla sessione “fallback”. Esiste anche una versione con LXDE, chiamata Trisquel-mini e dedicata a computer con risorse hardware limitate.

Indubbiamente questa distribuzione è molto indicata per i nuovi utenti, coloro che si avvicinano per la prima volta al mondo del Free Software, e per quelli che vogliono un sistema curato e subito utilizzabile, che non necessiti di eccessive configurazioni post-installazione.

L’installer utilizzato è lo stesso di Ubuntu – Ubiquity – , noto per la sua intuitività e semplicità di utilizzo; devo dire però di aver riscontrato un bug (già segnalato) durante il processo di installazione: se si tenta di installare il sistema su di un disco in cui siano già presenti due OS (in dual-boot), l’installazione si interrompe per un errore dello strumento di partizionamento.

Per il resto, la gestione del sistema è sostanzialmente uguale ad Ubuntu. Potete scaricare l’immagine ISO di Trisquel da questa pagina, scegliendo la versione che preferite.

Parabola

Collegandovi all’homepage di questa distribuzione avrete sicuramente una forte sensazione di dejà vù: la pagina, infatti, ricalca pienamente quella di Arch, dato che si tratta di una derivata di quest’ultima.

Homepage di Parabola
Homepage di Parabola

Ne consegue che i punti di forza di questa distribuzione sono gli stessi di Arch; solo per citarne alcuni: estrema flessibilità, personalizzazione totale del sistema, pacchetti sempre aggiornati e una documentazione biblica. Se ritenete importanti queste caratteristiche e volete vivere di solo software libero, Parabola è quello che fa per voi.

Ovviamente dovete anche sapere dove mettere le mani per installare tutto il necessario, anche se il wiki fornisce tutto il supporto necessario, specie per le parti che differiscono da Arch; per tutto il resto si può tranquillamente usare il wiki di Arch.
Una particolarità di questa distribuzione è la presenza di una Live con interfaccia grafica: si tratta di una ISO di circa 1.4 Gb, comprendente ovviamente entrambe le architetture del sistema, che utilizza LXDE per fornire un’interfaccia grafica.
A mio avviso si tratta di un’idea molto utile soprattutto in fase di installazione; la configurazione dell’ambiente Live non viene inclusa nell’installazione, che deve essere effettuata con il solito metodo “manuale”, quindi saremo noi a dover installare e configurare tutte le caratteristiche del sistema, ma potremo farlo seguendo direttamente la guida presente sul Wiki: dovremo solo collegarci al sito e seguire da lì tutti i passaggi della procedura, senza bisogno di avere un secondo device per tenere sott’occhio la guida. Posso garantire, avendolo provato,  che in questo modo il processo di installazione è molto più comodo.
Inoltre potremo utilizzare la Live per le operazioni di manutenzione, oppure per verificare il supporto dei frimware/driver liberi per il nostro computer: a tale proposito, se come me siete possessori di un notebook Acer Aspire 5530/5536, gioite!, perché tutto l’hardware del computer in questione è gestito perfettamente da driver e firmware liberi. Ovviamente, come detto qualche riga più su, dovremo rinunciare agli effetti grafici della scheda video; tutto sommato si tratta di un problema limitato, almeno per me.

Se volete scaricare Parabola, potete collegarvi alla pagina di download, dove troverete link diretti o torrent.

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