Manjaro e il vecchio scassone

Tra i passatempi con cui mi diverto quando posso c’è il trashware: riuscire a recuperare un computer dato ormai per spacciato e renderlo nuovamente utilizzabile è una bella soddisfazione, è una buona palestra per migliorare le proprie conoscenze hardware e software ed è l’occasione per fare del bene al pianeta (riducendo i rifiuti altamente inquinanti) e a chi ha bisogno di computer e non può permettersi di acquistarli (associazioni, scuole, ecc.).

Spesso ci si trova tra le mani materiale veramente datato o con risorse hardware ridicole e questo costituisce, in un certo senso, una sfida: riuscirò a rimettere in sesto questo fermaporte?

Oltre ad intervenire sull’hardware, sostituendo le componenti non più funzionanti o aggiornando quelle presenti per migliorare (nei limiti del possibile) le prestazioni della macchina, bisogna lavorare anche sul software, che deve essere adatto all’hardware che ci troviamo davanti.

Per fortuna nell’universo del software libero esistono moltissime soluzioni adatte ad hardware molto limitato: ambienti desktop, applicazioni, driver e strumenti di riconoscimento hardware in grado di adattarsi anche a veri e propri “scassoni” sono facilmente reperibili in rete e ce n’è per tutti i gusti! Dalle distribuzioni debian-based pronte all’uso a quelle minimali che consentono di configurare a piacimento il sistema: c’è solo l’imbarazzo della scelta!

Tempo fa ho raccolto dalla spazzatura (letteralmente) un computer il cui case mi ha subito colpito per un dettaglio: la maniglia incorporata nella parte superiore, che ne rende il trasporto molto più comodo. Non essendo il pc piccolo né leggero, la maniglia è davvero una grossa comodità, e chiunque abbia dovuto trasportare un computer non proprio recentissimo sa quanto questo sia vero.

Lo scassone in tutto il suo splendore
Lo scassone in tutto il suo splendore

Dopo aver sistemato l’hardware come possibile (mancavano il processore e la RAM, che ho recuperato da altri pc defunti) ho affrontato l’argomento software: avendo soltanto 256 Mb di memoria RAM dovevo concentrarmi su ambienti leggeri.

Il primo tentativo che faccio è sempre con LXDE (ora LXQT, dopo la fusione con Razor-qt), perché offre un buon compromesso tra leggerezza e usabilità.
Ho utilizzato prima Lubuntu, poi Manjaro LXQt, ma entrambe occupano troppa RAM; essendo utente Chakra da ormai 3 anni, mi sono affezionato molto alle distro “Arch-based” (o meglio “Arch-inspired”), perciò ho pensato di utilizzare Manjaro i3, che è stata rilasciata pochi giorni fa. Tra l’altro il project leader di manjaro è Phil Muller, ex-sviluppatore di Chakra.
Vado sul sito, seguo il link per il download e…la dimensione dell’iso è di oltre 900 Mb.

Per alcuni questo non sembrerà un problema e se stessi lavorando con un pc recente non lo sarebbe neppure per me, ma siccome lo scassone non possiede un lettore DVD e non riesce ad avviare da USB (neppure tramite tool appositi, come PLOP boot Manager), è di fatto impossibile usare questa iso. Stesso discorso per quanto riguarda la versione con OpenBox (820 Mb di iso) e quella con Enlightenment (956 Mb).

Per fortuna esiste una versione net-install (che funziona in maniera simile a quella di Arch), ma la domanda è: che senso ha rilasciare una distribuzione molto appetibile per chi ha un pc datato con una iso che non entra in un normale CD?

Personalmente non mi sembra una scelta molto sensata…

3 pensieri riguardo “Manjaro e il vecchio scassone

  1. Se avessi un’idea precisa di come fare, ti direi di prendere il disco del vecchio PC, collegarlo come esterno ad un altro funzionante e usare chroot per trasferirci su il SO, un po’ stile Arch. Vedo che non c’è neanche il floppy, che pure poteva servire per qualche tentativo esotico…
    Altra cosa che ho fatto, con successo, è stata trasferire il file .iso sul disco di un pc e fare in modo che grub (opportunamente “istruito”) la caricasse per iniziare l’installazione. Anche in questo caso dovresti almeno installare GRUB sul disco via chroot.
    Le iso stanno ormai diventando mediamente da 1 GB, quindi i CD sono fuori gioco quasi ovunque.
    Quindi alla fine hai i3? Io ormai non ne posso fare a meno, è eccezionale!

    1. In effetti sono soluzioni percorribili anche queste, grazie per i suggerimenti!
      Alla fine ho usato la netinstall e successivamente ho installato il desktop i3. Per ora non l’ho usato molto, devo prendere la mano con la gestione da tastiera…comunque promette molto bene!

      1. La netinstall è diventata la mia soluzione preferita, avendo adottato Debian testing con i3. Se ti serve aiuto con le mattonelle fammi un fischio🙂

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