Tag: referendum

Questo Referendum s’ha da fare?

“…una notizia un po’ originale
non ha bisogno di alcun giornale,
come una freccia dall’arco scocca
vola veloce di bocca in bocca…”

Così cantava De Andrè, ed aveva ragione da vendere! In queste settimane abbiamo visto una costante inondazione di messaggi, post, articoli, immagini su Facebook e quant’altro a proposito di un referendum, proposto dall’Unione Popolare, per l’abrogazione parziale della legge sui rimborsi spese riconosciuti ai Parlamentari: in sostanza si tratterebbe di abrogare la parte di legge riguardante la cosiddetta “diaria per le spese di soggiorno a Roma” (ovvero il rimborso spese perquei Parlamentari che non abitano nella Capitale e che devono provvedere autonomamente a pagarsi vitto e alloggio), che attualmente viene riconosciuta senza bisogno di dimostrare le spese sostenute, quindi anche a coloro che sono residenti a Roma e che quindi non sostengono spese extra per mantenersi.
Una proposta, quindi, decisamente sensata, che permetterebbe di risparmiare 48.000 € l’anno per ogni parlamentare: di certo non la soluzione per appianare il debito pubblico, ma comunque una bella sommetta, non c’è che dire!

Referendum

Era da qualche giorno che volevo scrivere qualcosa riguardo al referendum del 12 e 13 giugno; mi sarebbe piaciuto farlo prima dell’apertura dei seggi, ma poi ho preferito evitare, per non incorrere nell’accusa di voler influenzare il voto di quelli (pochi) che avrebbero letto le mie parole. Anche questo è un aspetto interessante del referendum, che non mancherò di affrontare più avanti.
Comunque sia, a questo punto (a giochi fatti), posso tranquillamente fare le mie valutazioni e spiegare il mio punto di vista, anche se a qualcuno (anzi, a molti) queste non andranno giù tanto lisce: e allora cominciamo!

Iniziamo, ovviamente, con la propaganda che ha preceduto la data del referendum; l’ultimo referendum per cui ricordo una così massiccia campagna di “informazione” è stato quello per l’abrogazione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, del giugno 2003: all’epoca non ero ancora maggiorenne, ma ricordo chiaramente la grande attenzione che questa consultazione aveva attirato, i dibattiti a scuola, in tv e sui media in generale.
Anche quest’anno abbiamo visto una campagna impressionante: volantini, manifesti, cortei, gruppi sui vari social network, tv… Questa campagna è venuta praticamente solo da chi era favorevole al Sì, con appelli appassionati alla democrazia, alla necessità di votare per difenderla e per difendere “l’acqua pubblica”.
E proprio sul concetto di “acqua lubblica” arriva la mia prima obiezione: parlando della mia regione (l’Umbria), ho cercato su internet informazioni sulla “Umbra Acque”, l’ente che gestisce il servizio idrico ed ho scoperto questa pagina, nella quale si può leggere quanto segue: Il capitale sociale di Umbra Acque S.p.A.  attualmente è di 15.549.889,00 Euro, distribuito per il 60% tra soggetti pubblici ( con il Comune di Perugia titolare della quota di  maggioranza: 33,33%) e per il 40% tra soggetti privati (ACEA S.p.A.).” . Per la Toscana, i dati dell’ente “Nuove Acque” variano pochissimo (“Il capitale azionario di Nuove Acque è diviso tra soci pubblici (53,84%) e il socio privato Intesa Aretina (46,16%)”.).

 

Continua a leggere “Referendum”