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10 bugie su GNU/Linux

E’ incredibile, nell’era di internet e della libera circolazione delle idee, quanto si possa insistere nella propria ignoranza.
E ancora più incredibile è che si parli di cose che non si conoscono, spacciando le falsità per verità!

Mi riferisco ad un articolo apparso ieri su Tuttogratis.it, in cui si elencano 10 motivi per non scegliere GNU/Linux: un articolo pieno di falsità, di affermazioni riferite alla situazione di almeno 10 anni fa o uscite da chi vende sistemi operativi proprietari.

Bene, ho deciso di replicare qui, punto per punto, alle falsità scritte nel suddetto articolo
L’obiettivo non è di convincere chiunque ad utilizzare GNU/Linux, né di affermare che questo sia sempre la soluzione migliore, ma di fornire agli utenti dei parametri reali sui quali basare la propria scelta; tutti sono liberi di usare il sistema che preferiscono, ma è giusto che questa scelta sia consapevole e non imposta o dettata da false credenze.
Dopo questa precisazione (assolutamente necessaria), possiamo cominciare.

1- Linux è troppo complicato

“Il principale argomento che sostiene la gente è: non usate Linux perchè è troppo complicato. In molte delle varianti di Linux, non c’è un modo affidabile di configurare i permessi sui file, lo start e lo stop dei servizi e configurare le network card, tra gli altri, senza affidarsi a una linea di comando. E spesso queste funzioni non sono sufficientemente ben progettate per un utente novizio.”

Questa affermazione è autocontraddittoria: si dice che Linux è troppo complicato, mentre nella riga dopo parla di alcune “varianti di Linux”. E’ vero, esistono distribuzioni in cui le configurazioni vanno effettuate da terminale e non vi è un’interfaccia grafica che consenta di farlo semplicemente: ma sono distribuzioni indirizzate specificamente ad utenti avanzati o ad utilizzo server e non certo all’utente desktop “medio”.

Di distribuzioni adatte ai principianti è pieno il mondo: Ubuntu (comprese le sue derivate Kubuntu, Xubuntu, Lubuntu, Ubuntu Studio, Ubuntu Plus Remix, ecc…) e Linux Mint, giusto per citarne due tra le più diffuse. In queste distribuzioni il terminale è un accessorio che può servire solo in casi di emergenza (ad esempio, in caso di un malfunzionamento della grafica), mentre nell’utilizzo normale non è assoltamente necessario.

 

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